di Marcello Migliosi (JCP) PERUGIA – “Tribe” è un disco e un concerto intimistico, ricco di atmosfere. Una vera e propria colonna sonora di un viaggio interno a se stessi! Potremmo definire così l’ultima “fatica” discografica e musicale di Enrico Rava. Il trombettista triestino, a ragione considerato quale uno dei più noti musicisti jazz italiani al mondo, suonerà con il suo gruppo a Perugia venerdì 20 gennaio alle 21,30 al Teatro del Pavone nell’ambito del programma del Jazz Club Perugia. Sul palco, Enrico Rava “Tribe” Quintet, con Gianluca Petrella al trombone, Giovanni Guidi al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Tribe, un quintetto tutto italiano! In questo disco Enrico Rava massimizza le caratteristiche del nuovo percorso musicale intrapreso negli ultimi dieci anni, trovando anche un valido dialogo espressivo con i partecipanti. Dove oramai giganteggiano “campioni” del calibro di Petrella. Il trombonista pugliese qualche mese fa, nell’ambito "Prix du Musicien Europeen de l'Academie du Jazz de France", è stato insignito quale miglior musicista europeo. In Tribe Rava afferma un'impronta più esplicitamente romantico/impressionista, e dimostra di aver sviluppato una rara capacità intuitiva nel saper cogliere nelle dinamiche degli strumenti quell'emotività che rispetta anche un dettato "tecnico", superando attraverso l'improvvisazione quel diffuso difetto, presente spesso nel jazz, che è la ripetizione di temi melodici già incisi. Enrico Rava è da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti. E’ apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d'ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Non è difficile usare i superlativi per raccontare la sua avventura musicale, talmente ricco è il suo curriculum, talmente affascinante il suo mondo musicale, talmente lungo l'elenco dei musicisti con i quali ha collaborato,italiani, europei, americani: Michel Petrucciani, Franco D'Andrea, Pat Metheny, Massimo Urbani, Stefano Bollani (con cui suona da anni in un acclamatissimo duo) Joe Henderson, John Abercrombie, Palle Danielsson, Jon Christensen, Gato Barbieri, Archie Shepp, Miroslav Vitous, Charlie Mariano, Joe Lovano (con cui dirige un quintetto agli inizi degli anni 90) Dino Saluzzi, Richard Gallliano, Martial Solal, Steve Lacy e tantissimi altri. Rava, che suona anche il flicorno, ha un suono caldo e personale. Il suo fraseggio, semplice e melodicamente espressivo, è caratterizzato da repentine ascese al registro acuto e si esprime meglio su tempi lenti e medi e sulle strutture armonicamente poco complesse delle sue composizioni. Le sue influenze principali nel campo del Jazz sono Miles Davis e Chet Baker. Ha al suo attivo più di novanta registrazioni delle quali una trentina da solista. Giovanni Guidi è considerato uno dei nuovi talenti del pianoforte jazz italiano. Già notato da Rava qualche anno fa è stato inserito dal trombettista triestino subito nei suoi progetti, anche sé i pianista folignate ha sue formazioni con cui gira l'Italia e l'Europa. Gabriele Evangelista è un giovanissimo e talentuoso contrabbassista di Poggibonsi (SI), e nonostante i suoi 23 anni ha già all'attivo importanti collaborazioni nazionali e internazionali. Fabrizio Sferra è uno degli storici batteristi jazz italiani, dotato di un suono unico ricco di sfumature, nella sua trentennale carriera ha suonato con i più importanti jazzisti del mondo. Alle 20,15, come previsto per tutti i concerti in programma al Pavone e all'Hotel Giò Jazz Area, l'appuntamento enogastronomico.
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