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(JCP)
Perugia - "Stoppavo amici e conoscenti per strada e
chiedevo mille lire, lo facevo anche con alcuni
clienti al ristorante di mio padre, il famoso
"Trasimeno", e dicevo: da ora sei iscritto all'Hot
Club Perugia". Carlo Pagnotta, un pezzo di
storia del jazz mondiale, racconta così gli anni
"romantici" della nascita del Jazz a Perugia. «Erano
i primi anni Cinquanta - ricorda - e i pochi
appassionati di jazz si incontravano presso il
negozio Ceccherini in piazza della Repubblica per
discutere e spesso litigare sul jazz tradizionale o
sul jazz moderno, sul "jazz caldo" o sul "jazz
freddo"». Il fondatore di Umbria Jazz racconta che
ad un certo punto il gruppo di amici decise di
dotarsi di una organizzazione e nacque l'Hot Club
Perugia, con Adriano Mazzoletti presidente. A quei
tempi i concerti si tenevano nel salone
dell'Accademia dei Filedoni, l'attuale sede del
Consiglio Regionale dell'Umbria. «Non era facile -
dice Carlo - trovare sponsor e in quel circolo
eravamo ben ospitati e la sala era dotata di un
ottimo pianoforte a coda. Tra i tanti musicisti
italiani ospitati mi piace ricordare l'arrivo di un
giovanotto di "belle speranze", Enrico Rava, con lui
c'era uno sconosciutissimo Gato Barbieri». Di quel
periodo rimangono storici i concerti di Louis
Armstrong nel 1955 al Teatro Morlacchi e di Chet
Baker nel 1956 alla Sala dei Notari. Verso la fine
degli anni Cinquanta Adriano Mazzoletti si
trasferì a Roma e Carlo Pagnotta a Londra e
l'attività del club subì una pausa, ma nel 1960
nacque il Jazz Club Perugia con Carlo Pagnotta
presidente. L'associazione raggiunse circa 300 soci
e con il contributo del Comune di Perugia e
dell'Azienda Autonoma di Turismo con il mitico
Direttore Giuseppe Agozzino, arrivarono artisti del
calibro di Teddy Wilson, Johnny Griffin, Dexter
Gordon, Archie Shepp, Stan Getz, Dizzy Gillespie
(tutti al Teatro Morlacchi). Al Teatro Turreno
arrivò anche Sonny Rollins. Il "Colossus" ha ancora
attaccato sulla custodia del suo sassofono l'adesivo
del Jazz Club Perugia. Questo spiega perché Rollins,
di recente intervistato da una televisione, alla
domanda se conoscesse Carlo Pagnotta ha risposto
"Carlo.....lo conosco da tanti anni, Carlo is a
legend". Beh, detto da una vera leggenda del
jazz......... Di quei tempi del jazz in "bianco e
nero" bisogna ricordare i grandi collaboratori di
Carlo Pagnotta: Sauro Peducci (che sarebbe
diventato una colonna portante di Umbria Jazz, prima
della sua prematura scomparsa) e Argentino Stortini.
Dall'esperienza del Jazz Club Perugia con concerti
anche all'aperto (Lou Bennett) il passo per
presentare un progetto di festival fu breve. Nel
1972 la proposta, a firma Carlo Pagnotta, fu inviata
al primo Presidente della Regione Umbria, Pietro
Conti, e l'intuizione dell'allora Assessore al
Turismo e Cultura, Alberto Provantini, fu
determinante: nell'Agosto 1973 nacque Umbria Jazz,
ma questa è un'altra storia. Oggi i concerti del
rifondato Jazz Club Perugia sono ospitati presso
l'accogliente e spazioso auditorium dell'Hotel Giò
Jazz Area. |