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(JCP) PERUGIA - Poesia struggente,
graffiante a volte... dal "vibes" di Joe
Locke note, nella notte più newyorkese del
Jazz Club. A Perugia, nel tempio della
musica nera d'inverno, l'ultimo concerto del
programma del Jazz Club Perugia. Da Palo
Alto, dove è nato, by New York City, dove
vive, il più grande vibrafonista al mondo.
Con lui il "Force of four", formidabile
combo, instancabile "macchina ritmica" che
ha tracciato la strada per la "slavina"
armonico melodica dell'edere ideale di Gary
Burton (colui che, negli anni '60,
introdusse la tecnica delle quattro
"mazzette" permettendo al vibrafono di non
essere solo uno strumento solista, ma di
diventare anche di accompagnamento). Joe
Locke "Force of four", che è anche il nome
dell'ultimo cd, ha travolto la platea del
Giò Jazz Area. Joe e non solo... sì, perché
il trio - con un "tiro" incontenibile - è
una delle formazioni più giovani e
straordinarie che si siano esibite a
Perugia, la New Orleans del jazz europeo...
Oltre a Joe Locke al vibrafono, sono saluti
sul palco dell'Auditorium, Robert Rodriguez
al pianoforte, Ricardo Rodriguez al
contrabbasso e Johnathan Blake alla
batteria. Quasi due ore di concerto,
compreso il bis, con brani tratti
dall'ultimo cd ed altri, nuovi, che faranno
parte di un altro che sarà registrato nel
2011. L'esibizione è cominciata con una
trascinante "K-Man's Crew" per poi
continuare con "Love is a planchette".
Sempre dall'ultimo cd, Locke ha eseguito "Available
in blue", brano più melanconico con un solo
di Robert Rodriguez al pianoforte
accompagnato a tratti dal contrabbasso di
Ricardo Rodriguez (non sono né fratelli né
parenti ndr). Spazio anche ai nuovi lavori
con "Love is a pendulum", che farà parte
della prossima pubblicazione in programma
per il prossimo anno. Nel corso della sua
esibizione Joe Locke ha parlato anche di
Perugia: «E' molto bello essere qui - ha
detto -. Perugia mi ha dato grandi
sensazioni e ricordi perché in questa città
ho fatto musica importante. E' bello essere
qui anche in un momento più tranquillo,
diverso da quello che si vive durante Umbria
Jazz». Dopo anni di dischi e concerti,
tenuti spesso anche in Italia, Joe Locke è
ormai considerato il vibrafonista più
significativo della scena, degno
continuatore di capiscuola...>>> |