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L’ASSESSORE ANDREA CERNICCHI PARLA DEL JAZZ CLUB

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di Luana Pioppi
PERUGIA – “Per il Comune di Perugia il Jazz Club rappresenta innanzitutto uno di quei fili rossi che collegano generazioni ed anni”. È quanto afferma Andrea Cernicchi, assessore comunale alla cultura, intervistato alla vigilia della nuova stagione invernale perugina dedicata alla musica afroamericana. “Racconta – prosegue – di questo grande sogno che ha avuto Perugia di proiettarsi dall’oceano attraverso le straordinarie sollecitazioni ed emozioni che il jazz può produrre. Descrive anche uno degli obiettivi più significativi che abbiamo raggiunto dal punto di vista dell’organizzazione degli eventi culturali come la costruzione, la creazione e la gestione di Umbria Jazz, che rimane tra uno dei più importanti festival internazionali dedicati alla musica nera, e da la possibilità ai nostri concittadini di fruire di grandi momenti musicali anche durante il corso dell’inverno. Mi sembra una possibilità assai significativa”.
Il Jazz Club Perugia in qualche misura rappresenta una sorta di filo conduttore che passa da Perugia d’estate, d’inverno, da Orvieto, dal Trasimeno, da Narni e da Foligno, che tra l’altro è stato ospitato con Young Jazz anche a Palazzo della Penna in occasione di Umbria Jazz…
“È un po’ la risposta di una città intelligente alla critica che abitualmente veniva mossa a varie manifestazioni culturali che tendevano in passato a mettere troppa attenzione ai festival e agli eventi unici e poco veniva considerata la programmazione continuativa, abituale, ordinaria. Noi abbiamo costruito un percorso in grado di unire grandi contenuti interni agli eventi che abbiamo in Umbria e che si fanno ad Orvieto o a Foligno, per citare il jazz, ma anche altri con diverse tipologie musicali. Abbiamo voluto riempire l’anno. raccontando di una città che con Umbria Jazz è cresciuta, che ha affinato i propri gusti e che ora partecipa in maniera molto convinta anche alle proproste del Jazz Club. Le presenze stanno a significare di un’attenzione veramente consistente”.
Manca comunque un tempio per il jazz d’inverno…
“Sì, ma per fortuna è quasi pronto. Sarà l’Auditorium di San Francesco al Prato con la sua straordinaria tecnologia, l’acustica perfetta, in uno dei luoghi più belli al mondo dove poter ascoltare musica”. 

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