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JIM BLACK TRIO

JAZZ CLUB PERUGIA, “JIM BLACK” TRIO DA’ IL VIA ALLA STAGIONE

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di Marcello Migliosi
“Un musicista completo e compositore meravigliosamente fertile … ” . E’ quanto scrive del batterista, Jim Black, Andy Hamilton, su “thewire.co.uk”. Il batterista di Seattle (Stati Uniti d’America), insieme al suo trio, con Elias Stemeseder al piano e Thomas Morgan al contrabbasso, inaugurerà la stagione 2013 – 2014 del Jazz Club Perugia. Il primo, degli otto concerti in cartellone, è fissato per lunedì 18 Novembre 2013 alle ore 21,30 all’Oratorio Santa Cecilia. Ma nel corso della stagione, “Winter season”, come ama chiamarla il nuovo e giovanissimo direttore artistico, Manuele Morbidini, ci si alternerà con la mega struttura dell’auditorium dell’Hotel Gio’ Jazz Area di Valeria Guarducci.

 

Jim Black, oltre ad essere uno dei batteristi più influenti del nostro tempo, è la punta di diamante di quella nuova generazione di musicisti jazz, del 21esimo secolo, in grado di dare una spinta innovativa nel “drumming” mondiale. Dalla metà degli anni ’90, infatti, Black ha ricoperto un ruolo importante nella costituzione di nuove sonorità e tecniche nel contesto creativo della musica jazz. Jim è reduce dalla stimolante esperienza e dal successo degli AlasNoAxis. Lì Black era impegnato in un ambiente energico ed elettrico con dei momenti quasi rock, ora il batterista di Seattle ricerca nella direzione opposta: cosa di meglio, quindi, del trio piano–contrabbasso–batteria con cui il jazz ha costruito l’impalcatura della propria storia?

 

Il Trio non è certo, appunto, la sua unica esperienza. “Pachora”, per esempio, è stato un collettivo che si è dedicato particolarmente alla ricerca delle sonorità e dei ritmi balcanici. Il tutto, ovvio, filtrato dalle esperienze Newyorkesi. Black è stato uno dei leader nello studio e adattamento della musica balcanica nel jazz. Le sue tecniche avanzate sono fortemente concentrate sull’uso di tempi dispari, tipici, per l’appunto dei paesi al di là del Mare Adriatico. Un linguaggio poliritmico fortemente innovativo nell’uso dell’elettronica nella improvvisazione. Andando proprio a colmare quella distanza che, nel corso degli anni, si era venuta a creare tra l’elettro-acustica e le tradizioni più pure del jazz.

 

Nel trio uno swing, pero’, moderno, particolare, interattivo che non ha nulla a che vedere, come scrive Marzi, con la precisa e ripetuta scansione ritmica nota ai più, ma che comunque è sempre pulsante sotto pelle, è sempre avvertibile all’orecchio attento. Come detto con Jim a Perugia arriveranno altri due musicisti. Uno è il pianista che il batterista di Seattle conobbe quattro anni fa. Si tratta dell’austriaco Elias Stemeseder. I due si incontrarono agli Workshop di Salisburgo. Allo Elias aveva sì e no sedici anni. Seppur così giovane Stemeder è riuscito ad integrarsi con profitto nell’atmosfera ampia e spaziata delle nuove composizioni di Jim Black. Da News York, invece, arriva il contrabbassista. Si tratta di Thomas Morgan, uno dei più quotati strumentisti della “Grande Mela”.

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