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La biografia Nato il 16 Giugno 1946 Tom Harrell iniziò a suonare la tromba in giovanissima età, mostrando una grande predisposizione: già dall’età di 13 anni suonava infatti professionalmente con formazioni della Bay Area. Dopo il diploma in composizione conseguito a Stanford nel 1969, si dedicò allo studio dell’arrangiamento con Tony Baker. Le sue prime importanti collaborazioni musicali iniziarono allora, con le big bands di Stan Kenton e Woody Herman, oltre che con alcune formazioni di latin-jazz come Atzeca o Malo. Particolarmente importante fu il periodo passato con Horace Silver (dal 1973 al 1977) col quale incise 5 albums, da lui indicato come fondamentale nella sua maturazione come strumentista e compositore. Trasferitosi a New York nel 1977, Harrell iniziò a collaborare con grandi nomi del mondo jazzistico tra i quali Gerry Mulligan, Bill Evans, Mel Lewis, Charlie Haden Liberation Music Orchestra, Lee Konitz, Lionel Hampton, Joe Lovano. Dal 1983 e fino al 1989 entrò a far parte del quintetto del sassofonista Phil Woods col quale registrò vari album e che definì Harrell "il migliore musicista mai incontrato in 40 anni di carriera". Fu dopo quella esperienza che Harrell inizò a dirigere propri gruppi con importanti collaboratori (Motian, Lovano, Berg, Liebman, Scofield etc..) ed a registrare splendidi album spesso premiati dai critici (Form, Stories, Sail Away, Visions, Passages, Upswing). Dall’album Labyrinth in poi i suoi lavori discografici sono imperniati su formazioni più estese fino ad arrivare alla big band utilizzata nell’ultimo CD dal titolo "Time’s Mirror" (nominato per il Grammy award), dove Harrell mostra le qualità di compositore, esperto arrangiatore e raffinato trombettista . Tom Harrell oltre che un notevole compositore (ha scritto per varie formazioni orchestrali di tutto il mondo) è considerato uno dei più grandi trombettisti del mondo del jazz. Le sue doti strumentali gli hanno spesso consentito di arrivare ai primi posti dei pools delle riviste specializzate ma è importante sottolineare il suo linguaggio improvvisativo di assoluto prim’ordine in un connubio unico tra lirismo, padronanza armonica e tecnica strumentale
Tom Harrell Quintet