di Nicola Miriano (Presidente Jazz Club Perugia) Dal prossimo 1° novembre, grazie all'ospitalità offerta dall'Apicehotels con la premurosa, cordiale  mediazione della gentile Dott.ssa Valeria Guarducci Mencaroni, presso l'Hotel Giò di Perugia avrà inizio la stagione concertistica 2012/2013 del Jazz Club Perugia, la quale, per i suoi contenuti, si annuncia interessante e gradevole ed altrettanto si spera che lo sarà per i Soci e per il pubblico che invitiamo calorosamente. Seguiranno altri 5 concerti, dei quali 3 presso il Teatro Pavone ed altri 2 ancora presso l'Hotel Giò, mantenendo così viva, ormai da oltre 60 anni, l'attività del Jazz Club Perugia quale successore dell'Hot Club Perugia. Con la propria iniziativa il JCP intende concorrere all'ulteriore crescita culturale dei cittadini perugini e non, accompagnandoli verso la conoscenza e l'apprezzamento di un genere musicale, il Jazz, che sembra ormai avere una cospicua parte nella cultura nel nostro Paese e in non pochi altri. Al dichiarato obbiettivo di "accompagnamento" si affianca inoltre quello di intrattenimento puro e semplice. E a tal riguardo è nostra opinione che il Jazz, più e meglio degli altri generi musicali, abbia la capacità di esprimere e seguire le esperienze umane. Le vicende della vita alternano amore, separazione, onore, rimpianti, dolori, rimorsi, felicità, coinvolgimento, perdita delle radici, devozione, depravazione, sconfitte, vittorie, luce, ombre e via di seguito, tutti momenti e situazioni che il Jazz evoca, interpreta, cancella, fa capire. L'opinione è certamente personale ed è dovuta al fatto che il jazz non è un genere musicale unitario. In realtà le forme e gli stili del jazz sono non pochi, ciascuno con le proprie caratteristiche, spesso assai distanti fra di loro, come per ogni altro genere musicale: da camera, sacra, operistica, sinfonica etc. Come per le trascorse stagioni nei concerti programmati non c'è solo jazz. Ciò per graduare la comprensione e la godibilità di tale genere musicale da parte del maggior numero di persone. Quindi il jazz ortodosso sarà in parte "contaminato" con musica che jazz non è. In altre parole, un atto di fede nei confronti dello sperato e perseguito aumento della sensibilità estetica verso il jazz da parte di un'accresciuta platea ed un sistema per "contare" gli autentici amanti del Jazz. Tutto questo dovuto all'appassionato e disinteressato lavoro di quanti operano all'interno del JCP, come Marcello Migliosi, Gigi Napolitano, Stefano Lazzari; alla sensibilità artistica e culturale che  Enti pubblici e privati (che in altre occasioni saranno indicati) hanno esternato con determinanti aiuti materiali; all'incomparabile contributo dovuto alla regia organizzativa ed artistica di Carlo Pagnotta, vero e proprio "traghettatore" della passione jazzistica perugina da oltre mezzo secolo, oltre che protagonista di altre, ben note e più importanti iniziative relative o collegate alla musica jazz. (JCP) PERUGIA – Con il concerto di Al Foster quartet, che si è tenuto l'altra sera presso il Teatro Pavone di Perugia, si è chiusa la stagione 2012/13 del Jazz Club Perugia. Un successo che ha confermato il buono stato di salute dell'associazione del presidente Nicola Miriano. Dopo sei stagioni dalla sua rifondazione, infatti, il Jazz Club ha sempre registrato un numero costante di presenze. Anche in questa, composta da sei concerti, sono state circa 2500 le persone che hanno assistito agli spettacoli. Quelli che hanno registrato il tutto esaurito sono stati quelli di Gino Paoli con Danilo Rea e "The Harlem Gospel Choir", tenuti entrambi all'Auditorium dell'Hotel Giò Jazz Area. Un successo confermato anche dallo stesso Nicola Miriano che, sottolinea, il fatto che "proprio questa stagione, in questo momento di difficoltà economica, è stata piuttosto felice. Anche l'ultimo spettacolo è significativo perché abbiamo ospitato un artista come Al Foster, l'ultimo batterista di Miles Davis"... >>> GUARDA LE FOTO DI BELFIORE
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